Alimentazione in gravidanza (parte 1)

Parlare di alimentazione per la gravidanza significa affrontare un argomento molto vasto che tocca priorità e necessità diverse a seconda del periodo della gestazione in cui si trova la donna.

Volendo toccare a tutto tondo il tema della nutrizione in gravidanza possiamo idealmente suddividere l’argomento in 4 periodi:

A questo si aggiungono tante altre tematiche correlate alla gravidanza, tra cui le patologie e condizioni pre-gravidiche che possono influire sulla fertilità di una donna e il Diabete Gestazionale, la patologia più comune che può insorgere durante la gravidanza e che preoccupa grande preoccupazione nelle future mamme.

ALIMENTAZIONE NEL I TRIMESTRE DI GRAVIDANZA

Il primo trimestre inizia dal concepimento e si conclude alla 13esima settimana di gestazione.
I fabbisogni energetici della donna cambiano di poco rispetto alla sua alimentazione abituale ed è altressì auspicabile che in questo periodo la donna non aumenti di peso o aumenti di poco.

Quali sono gli aspetti nutrizionali più importanti di cui tenere conto?
  • Fabbisogno di acido folico
  • Prevenzione di toxoplasmosi e listeriosi
  • Gestione delle nausee gravidiche
 
1) ACIDO FOLICO

Fonti di Acido Folico – Istituto Superiore della Sanità

Si tratta di una vitamina del gruppo B, che si trova comunemente nei vegetali a foglia verde.
Come tutte le vitamine si tratta di un micronutriente, che non fornisce apporto energetico, ma contribuisce al corretto funzionamento dell’organismo e durante la gravidanza è fondamentale per la prevenzione del rischio di malformazioni e patologie neuronali nel feto, tra cui la spina bifida, patologia gravissima che si verifica entro la fine del primo trimestre di gestazione.

Sebbene sia possibile raggiungere il fabbisogno solo con la normale alimentazione, inserendo alimenti che siano ricchi di questa particolare vitamina, è fortemente consigliato integrare l’acido folico iniziando ancora prima dell’inizio della gravidanza e fino alla fine del primo trimestre poiché esistono diverse condizioni che riducono l’assorbimento di questo micronutriente dai normali alimenti e l’integrazione garantisce la massima riduzione del rischio di effetti negativi sul feto.

2) PREVENZIONE DELLA TOXOPLASMOSI E LISTERIOSI

La Toxoplasmosi è un’infezione causata dal Toxoplasma Gondii, un parassita che si trova nelle feci dei gatti, nella carne – soprattutto di maiale, agnello, cervo e pollo – cruda o poco cotta, o in acque contaminate.

Normalmente la toxoplamosi è asintomatica e anche in quella piccola percentuali di adulti che ne manifestano i segni si tratta di sintomi aspecifici, simili ad un leggero stato influenzale.

Per l’uomo l’unico momento in cui il toxoplasma rappresenta un reale pericolo per la salute è proprio la gravidanza. Unica via di contagio diretto da uomo a uomo, o meglio da mamma a feto!

Le complicanze sono tanto più gravi quanto precocemente avviene il contagio materno e la seguente trasmissione al feto. Le complicanze possono andare dalla perdita della vista o dell’udito, malformazioni, problemi cerebrali e aborto spontaneo.

E’ importante quindi che la sia immediata e attenta non appena la donna scopre di essere incinta.

Quali sono le cause più frequenti di contagio?
  • Contatto con le feci infette del gatto: è un evento più frequente se si ha a che fare con gatti selvatici, tuttavia, sebbene sia raro che un gatto di città sia affetto da toxoplasmosi, è bene in ogni caso utilizzare guanti monouso e lavarsi accuratamente le mani ogni volta che ci si prende cura del proprio animale domestico.
  • Ingestione di alimenti contaminati: i più comuni sono quelli di origine animale crudi o poco cotti. Carne, pollame, uova, prosciutto crudo e tutti gli altri affettati come speck o bresaola. E’ importante prestare attenzione anche a tutte quelle preparazioni che prevedono l’utilizzo degli alimenti a crudo, come la maionese fatta in casa o lo zabaione, e a quelle preparazioni che non prevedono una cottura prolungata, come le uova alla coque o le carni appena scottate.
  • Contatto con utensili contaminati: gli utensili che vengono utilizzati per la preparazione di cibi crudi di origine animale (carne, uova, pollame..) devono essere accuratamente lavati prima di essere utilizzati per altre preparazioni o il taglio di cibi che possono poi essere consumati crudi.
  • Ingestione di frutta e verdura non accuratamente lavate: frutta e verdura possono essere contaminate direttamente sul campo di coltivazione, in particolare attraverso la terra o feci di animali selvatici. E’ fondamentale sbucciare la frutta ogni volta che se ne ha la possibilità. Sbucciare o pelare le verdure quando possibile. Cuocere le verdure in cui sia più difficoltoso un lavaggio profondo.
  • Diverse scuole di pensiero consigliano come ulteriore protezione il lavaggio di frutta e verdura con acqua e bicarbonato lasciando un ammollo di almeno 30 minuti, oppure il lavaggio in amuchina, provvedendo poi a un accurato risciacquo. Tuttavia questi sistemi non hanno trovato accordo nella comunità scientifica come garanzia e tutela di prevenzione al 100%.

La Listeriosi è una tossinfezione alimentare che prende il nome dal batterio che la causa il Listeria monocytogenes.

L’infezione da listeria si può contrarre tramite un’ampia varietà di cibi crudi, come pesce e carni crudi o poco cotti, verdure crude e prodotti lattiero-caseari preparati con latte non pastorizzato.

Come la maggior parte dei batteri, viene eliminata dai processi di pastorizzazione e cottura.

La listeria è una tossinfezione che manifesta sintomi come diarrea, nausea, febbre e dolori muscolari, ma per la donna in gravidanza i rischi sono aumentati e possono portare ad aborto spontaneo, parto prematuro, morte in utero o infezione fetale.

Come prevenire la listeriosi?
  • Cottura completa dei cibi, in particolare carni, pesce e uova
  • Lavare con attenzione le verdure prima di consumarle.
  • Separare gli alimenti crudi dalle verdure e dai cibi cotti e pronti al consumo.
  • Consumare prodotti lattiero-caseari pastorizzati ed evitare di mangiare formaggi se non si ha la certezza che siano prodotti con latte pastorizzato;
  • Lavare scrupolosamente le mani e gli utensili da cucina dopo aver maneggiato alimenti crudi;
  • Consumare in tempi brevi gli alimenti deperibili.
 
3) GESTIONE DELLE NAUSEE GRAVIDICHE

Le nausee gravidiche sono il sintomo più noto del primo trimestre di gravidanza. Insorgono con maggior frequenza intorno alla settima o ottava settimana di gestazione e passano, spesso dall’oggi al domani, intorno alla 13esima o 14esima settimana.

In una piccola percentuale di donne le nausee proseguono per tempi più lunghi, a volte per tutti i nove mesi.

In una piccola percentuale di donne la nausea non si presenta affatto

In una piccolissima percentuale di donne le nausee si trasformano in una vera e propria complicanza, chiamata Iperemesi gravidica, che può portare anche al ricovero ospedaliero (sono noti alle cronache i ricoveri in clinica della principessa del Galles in tutte le sue gravidanze).

Senza andare ad affrontare l’iperemesi gravidica è possibile adottare alcune semplici strategie per attenuare i sintomi della nausea e che possono aiutare ad affrontare questo problema per le prime settimane di gestazione:

  • Non sforzarti di mangiare un pasto completo se non hai fame
  • Se ci sono momenti della giornata in cui stai meglio, fai 1 o 2 spuntini nel momento della giornata in cui hai più fame
  • Bevi spesso, a piccoli sorsi e lontano dai pasti
  • Se riesci meglio fare 6 o 7 piccoli pasti
  • Cerca di individuare quali cibi scatenano la nausea in modo da poterli evitare, anche se prima della gravidanza erano il tuo cibo preferito!
  • Attenzione alle bibite gasate e al cibo spazzatura: qualcuno ti avrà detto, o lo avrai notato tu stessa, che possono attenuare i sintomi della nausea, ma il loro consumo in eccesso può avere conseguenze negative sulla tua salute e portare a complicanze nelle settimane successive della gravidanza. Non rischiare!
  • Lo zenzero, già in piccole dosi, è molto efficacie per attenuare la nausea, me è necessario consultare il ginecologo o il tuo nutrizionista/dietista di riferimento prima di assumerlo
  • Meglio prediligere cibi asciutti e secchi: verdure al forno invece della minestra, pane integrale tostato o gallette invece di quello fresco, etc..
 
Quali rischi corro se non riesco a mangiare nulla?

Il rischio di carenze nutrizionali nel primo trimestre è piuttosto basso e normalmente quando passano le nausee la situazione migliora e ci si sente subito meglio.

Tuttavia è importante prestare attenzione all’andamento del peso e allo stato di idratazione:

  • Se nel primo trimestre notate un calo di peso del 5-10% del vostro peso meglio consultare subito il ginecologo curante per valutare lo stato di salute e di idratazione
  • Se le nausee e il vomito sono molto persistenti e avete difficoltà a bere e idratarvi correttamente è bene avvisare tempestivamente il ginecologo.

Se avete dubbi sulla vostra alimentazione, perchè pensate di mangiare troppo o troppo poco o in modo scorretto, chiedete una consulenza nutrizionale a un dietista o nutrizionista esperto in gravidanze, anche solo per ritrovare la tranquillità per affrontare questa fase della vita così delicata e faticosa.